Informazioni sui ghiacciai

Il ghiacciaio e' una grande massa di ghiaccio, generalmente in movimento, che si forma in alta montagna o ad alte latitudini. Il mantenimento del ghiacciaio è dato dal fatto che la quantità di neve che si scioglie è inferiore a quella che cade: la zona in cui il ghiacciaio viene alimentato dalle precipitazioni nevose si chiama zona di alimentazione (icefield), mentre la zona in cui il ghiaccio si scioglie, formando i torrenti glaciali, è chiamata zona di ablazione.

Sulle catene montuose dell'Alaska le precipitazioni nevose sono molto abbondanti in ogni stagione e le temperature sono sempre piuttosto basse anche ad altitudini modeste. Per questo motivo molti ghiacciai dell'Alaska non presentano una zona di ablazione: essi invadono intere valli fino a sfociare direttamente nel mare dove, a causa dell'improvviso dislivello, si rompono liberando grossi icebergs in acqua, e boati forti come cannonate nell'aria.

Ecco in dettaglio come nasce e cresce un ghiacciaio. La neve che cade sui versanti dei monti e nelle valli tende ad accumularsi, poiché la quantità di neve che si scioglie, particolarmente in inverno, è molto inferiore rispetto a quella che cade. Di conseguenza gli strati formati dalle prime nevi, pressati da quelli formati dalle nevicate successive, formano una massa compatta di ghiaccio con una struttura granulare. Quando la profondità del ghiacciaio raggiunge approssimativamente i 30 m, l'intera massa comincia a scendere lentamente a valle; questo movimento avviene fintanto che continuano le nevicate sulla superficie del ghiacciaio. Dopo molti anni o secoli, lo spessore della neve nella zona di alimentazione può superare i 1000 metri di altezza ed intere valli possono venire riempite dal ghiaccio, fino a lasciar fuoriuscire solo le vette dei monti più alti. Le lingue di ghiaccio che scendono a valle possono superare i 25 chilometri di lunghezza ed i 3 di larghezza. In sezione trasversale ogni ghiacciaio presenta la medesima struttura. La superficie è ricoperta da un manto di neve fresca dalla densità molto bassa, con un valore non superiore a 0,1; subito sotto c'è uno strato in cui i fiocchi di neve diventano sempre più piccoli e assumono la forma di granelli, con una densità di circa 0,3; segue lo strato di neve perenne, ghiacciata e granulosa, che raggiunge una densità di 0,5; alla base c'è uno strato di ghiaccio trasparente che può raggiungere una densità da 0,7 a 0,8 e che fluisce e scorre sulla superficie del suolo come un liquido viscoso. La sua temperatura può essere di molti gradi inferiore allo zero, e un piccolo blocco di ghiaccio staccato e posto sotto il sole può impiegare molte ore per sciogliersi. La parte bassa del ghiacciaio è sottoposta a una così grande pressione che qualunque incrinatura avvenga a tale livello viene velocemente ricomposta. Gli strati superiori, tuttavia, possono sopportare le notevoli tensioni dovute agli ostacoli posti sulla superficie del suolo o al movimento differenziale, per il quale la parte centrale del ghiacciaio si muove più rapidamente delle sue parti laterali (come avviene per la corrente dei fiumi).

Il superamento degli ostacoli da parte della massa ghiacciata produce delle spaccature chiamate crepacci, che possono essere molto profondi e che frequentemente sono coperti da neve fresca. I ghiacciai di solito sono delimitati ai lati da cumuli di rocce e detriti caduti dai versanti della valle a causa dell'azione del ghiaccio stesso: sono le cosiddette morene laterali. Nella parte finale del ghiacciaio le morene aumentano notevolmente le loro dimensioni.

Quando due ghiacciai provenienti da valli confinanti si incontrano, le due rispettive morene laterali nei punti di contatto si uniscono e formano la cosiddetta morena mediana. Quando il ghiacciaio si scioglie nella zona di ablazione e comincia a ritirarsi, lascia traccia del suo passaggio dando luogo a strutture morfologiche caratteristiche: la roccia e i detriti che ha portato con sé avanzando verso il fondovalle, uniti al materiale roccioso che cade frequentemente nei crepacci, si depositano formando una serie di collinette di forma semicircolare chiamate morene terminali.

La maggior parte dei ghiacciai si muove verso il basso a una velocità inferiore a 1 m al giorno. Il Black Rapid Glacier in Alaska, tra il 1936 e il 1937, si muoveva di oltre 30 m al giorno: è stata questa la massima velocità raggiunta da un ghiacciaio fino a oggi, probabilmente provocata dalle copiose nevicate avvenute nella zona di alimentazione qualche anno prima. Durante questo movimento i ghiacciai erodono il suolo con una potenza inimmaginabile e sono in grado di formare nuove valli o fiordi nell'arco di brevissimo tempo. A seconda del variare del clima, i ghiacciai aumentano o diminuiscono in maniera notevole. Un eccesso di precipitazioni provoca l'aumento delle dimensioni del ghiacciaio, proprio come avviene per i fiumi in piena; allo stesso modo, quando le precipitazioni diminuiscono, il ghiacciaio si restringe. A Glacier Bay la maggior parte dei ghiacciai si stanno retraendo, lasciando il posto ai lunghissimi fiordi scavati da essi stessi; tuttavia è anche presente qualche ghiacciaio in fase di avanzamento.

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FOTO ALASKA
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